…che ci odi… Vi starete chiedendo cosa ha fatto di nuovo! Beh.. effettivamente di nuovo nulla, come il solito. Però inizia a stufare con la questione dei brevetti.
Microsoft, ha spegato quì che Linux ed altri software Open Source vìolano una grande quantità di sui brevetti. Si parla di 42 violazioni per il kernel Linux, 45 in OpenOffice, 65 nell’intefaccia grafica ed altri… per un totale di 235 brevetti.
I più sostengono che Microsoft stia cercando di fare quello che che SCO non è riuscita a fare , cioe’ bloccare e tenere sotto scacco il software Open Source grazie ai suoi brevetti anche se non esistono. Microsoft si dimentica sempre di dire che tipo di brevetti violano e quali. Questa affermazione non è la prima, ma è l’ultima di una grande quantità …
Io credo comunque che la comunità abbia molta più potenza quando viene toccata di Microsoft, quindi, stiamo pure tranquilli… :-)
Aggiornamento:
Proprio Carlo Piana, l’avvocato che assiste Free Software Foundation Europe nella causa antitrust, spiega che questa “minaccia” non ha alcun senso:
Avere un brevetto non significa avere un diritto incontestabile. Proprio recentemente, una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti ha drammaticamente rigettato come illecita la diffusa pratica dell’USPTO di registrare brevetti di mera ricombinazione di tecniche esistenti. Nel campo del software, la gran parte dei brevetti si rifanno appunto a tecniche già note, riapplicate in campi diversi e in combinazioni diverse. E inoltre, è ancora tutta da dimostrare, in Europa come negli Stati Uniti, l’idea che il software in sé sia brevettabile. Finora molte sono state le pronunce negative. Infine – non è una sfida, ma una constatazione – ho dubbi sul fatto che Microsoft, come chiunque, possa gettare fango nel ventilatore, stando probabilmente dalla parte sbagliata di questo. Una volta iniziata la battaglia dei brevetti, non si sa dove possa andare a finire. Per me si finisce solo con l’arricchire gli avvocati (cosa peraltro non disdicevole in sé) e impoverire i fruitori del software, congelando ogni innovazione. Questa è la ragione per cui nessuno ha una gran voglia di usare i brevetti, né di rinunciarvi, come ai tempi della guerra fredda.
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